Rilassamento tissutale, rughe, perdita di volumi

Tra i 45 e i 55 anni è una fase particolare per la donna, caratterizzata da profondi mutamenti fisiologici e psicologici. La pelle del viso, in particolar modo, comincia a manifestare diversi inestetismi concomitanti, più o meno evidenti a seconda dei soggetti e del loro stile di vita: si osservano minore elasticità, evidenziazione rughe (soprattutto nelle zone perioculari e periorali), perdita di sostantività e di luminosità e, in taluni casi, inizio formazione discromie e macchie.

A questi fenomeni, si associano le prime avvisaglie di un processo di svuotamento e rilassamento tissutale che andrà progressivamente ad accentuarsi soprattutto dai 55 anni in poi. Questo fenomeno ha maggiore evidenza nella zona del collo, a livello perioculare e nei contorni del viso, conseguente al progressivo mal funzionamento di cellule specializzate e soprattutto ad alterazioni strutturali di grande rilievo a danno delle fibre collagene (il collagene è la proteina che determina l’impalcatura della pelle, e la sua capacità di trattenere molecole d’acqua negli strati più profondi) e della matrice del extracellulare del derma (una sorta di “gel” dermico composto in gran parte di acido ialuronico e altre sostanze fondamentali per il mantenimento della giusta aliquota di acqua).

Acqua in profondità vuol dire volume, forma ed elasticità, ovvero capacità della pelle di tornare alla sua forma originaria senza subire modificazioni, ovvero senza formare rughe e senza rilassarsi.

Ma non solo: una corretta impalcatura significa anche migliori scambi e migliore circolazione. Per questo le pelli giovani risultano sempre più ossigenate e per conseguenza, più luminose e in “buona salute”, rispetto a pelli più mature, anche nei casi in cui rughe e rilassamento siano ancora poco evidenti.

Con il passare del tempo, tutta la struttura dermica si altera progressivamente in correlazione alla perdita di vitalità cellulare e al declino di 3 sistemi fondamentali, che indebolendosi sempre di più, rendono la pelle sempre più incapace di auto-ripararsi e rigenerarsi:

  • Sistema immunitario cutaneo
  • Sistema ormonale
  • Sistema di autoriparazione della matrice

In base agli studi più recenti – resi possibili grazie ad apparecchiature di analisi di ultima generazione – si è dimostrato come già a partire dai 30 anni – e molto rapidamente dopo la menopausa – il collagene vada a incontro a significative modificazioni strutturali, dando luogo alla formazione di zone “ipoecogene” – i cosiddetti “black holes” (buchi neri)- rilevabili e misurabili con strumenti sofisticati quali l’ecografo cutaneo (Dermascan) o il microscopio elettronico.

Ciò dimostra quanto sia necessario agire -anche a livello cosmetologico- con un approccio mirato non solo al trattamento, ma anche alla prevenzione dei fenomeni di senescenza, partendo da una corretta rilevazione dell’effettivo grado di senescenza del tessuto (i riferimenti all’età anagrafica sono infatti puramente indicativi) e mettendo quindi in atto una “dieta cosmetologica personalizzata” che integri in modo intelligente percorsi cabina e percorsi “home clinical” che necessariamente debbono avvalersi di complessi attivi a differente meccanismo d’azione.

Un simile approccio è il solo in grado di supportare effettivamente la Cliente finale a 360 °, consentendo di affrontare in primo luogo gli inestetismi vissuti soggettivamente come “prevalenti”, senza sottovalutare l’intervento “long lasting” sui processi di invecchiamento già in essere ma meno immediatamente visibili.

 

 

 

 

 

 

In realtà, tutti i  diversi fenomeni di invecchiamento appena elencati,  sono strettamente correlati tra loro.

Come sappiamo, il collagene è sintetizzato dai fibroblasti, cellule altamente specializzate che si trovano nel derma,  ed è la proteina  più importante nel  tessuto connettivo negli animali : è quella che determina l’impalcatura della pelle, e la sua capacità di trattenere molecole d’acqua negli strati più profondi.

Le fibre  collagene e i fibroblasti  sono immersi nella MATRICE EXTRACELLULARE,  una sorta di “gel” dermico  composto  in gran parte di ACIDO IALURONICO e altri Glucosaminglicani ( G.A.G.) ,  sostanze anch’esse  fondamentali  per il  mantenimento della giusta aliquota di acqua-

 

 

FIBROBLASTA                                            FIBRE COLLAGENE                                               MATRICE

 

Acqua in profondità vuol dire  volume, forma ed elasticità, ovvero capacità della pelle di tornare alla sua forma originaria senza subire modificazioni , ovvero senza formare rughe e senza rilassarsi.

Ma non solo : una corretta impalcatura significa anche migliori scambi e migliore circolazione. Per questo le pelli giovani risultano sempre più ossigenate e per conseguenza, più luminose e in “buona salute”, rispetto a pelli più mature, anche nei casi in cui  rughe e rilassamento siano ancora poco evidenti  .

Con il passare del tempo, ,  tutta la struttura dermica sopra descritta si altera progressivamente  in  correlazione   alla perdita di vitalità cellular e al  declino di 3 sistemi fondamentali , che indebolendosi progressivamente , rendono  la pelle     sempre più incapace di auto-ripararsi  e rigenerarsi  :

  • sistema immunitario cutaneo , rappresentato dalle Cellule di Langerhans ( epidermide) la cui stretta connessione con i fibroblasti e di conseguenza, con  la giovinezza e la buona salute della pelle è stata  ampiamente dimostrata  sin dai primi anni ‘90 e documentata da numerosi lavori clinici pubblicati su autorevoli riviste scientifiche. ( v. sperimentazioni su 1,3 Beatglucan presso i laboratorio Bergamon/Naturalia) .
  • Sistema ormonale : soprattutto  nella donna , la pelle è strettamente connessa con gli ormoni, che attraverso specifici recettori , hanno effetti soprattutto su elasticità e vitalità cellulari e specificamente sulla qualità del collagene.
  • Sistema di autoriparazione  della matrice  :   con l’età, la Matrice Extracellulare del derma perde la propria capacità di produrre  le preziose sostanze di autoriparazione –  i peptidi messaggeri  – che nella pelle giovane si formano spontaneamente ogni volta  che le fibre collagene e  le fibre elastiche  vengono troppo sollecitate o danneggiate .

Si potrebbe quindi dire che anche crono-  invecchiamento (= modificazioni interne dovute alla perdita di vitalità e al declino dei 3 sistemi )    e photo- invecchiamento (= aggressione da parte della luce ed altri agenti esterni  )  sono in realtà processi strettamente interdipendenti ,  in cui effetti diventano visibili in superficie  solo molto tempo dopo che hanno avuto inizio in profondità.

In base agli studi più recenti – resi possibili  grazie ad   apparecchiature di analisi di ultima generazione –   si è infatti potuto dimostrare come  già  a partire dai 40 anni – e molto rapidamente  dopo la menopausa –   il collagene  vada a  incontro  a  significative   modificazioni strutturali,  dando luogo alla formazione di zone “ipoecogene”  –  i cosiddetti  “black holes”  ( buchi neri )-   rilevabili e misurabili con strumenti  sofisticati  quali l’ecografo cutaneo ( Dermascan) o il microscopio elettronico .

 

Evoluzione  “ Collagen Black holes”  ( DERMASCAN)

IMMAGINE del DERMA  MICROSCOPIO ELETTRONICO  ( PELLE GIOVANE vs PELLE MATURA)

 

Ciò dimostra   quanto sia in effetti necessario agire – anche a livello cosmetologico-  con un approccio mirato non solo al trattamento, ma anche alla prevenzione dei fenomeni di senescenza,  partendo da una corretta rilevazione dell’effettivo grado di senescenza del tessuto  ( i riferimenti all’età anagrafica sono infatti puramente indicativi )  e mettendo quindi in atto  una “dieta cosmetologica personalizzata “  che  integri in modo intelligente   percorsi cabina e  percorsi  “home clinical”    che necessariamente debbono avvalersi di   complessi attivi  a differente meccanismo d’azione.

Un simile approccio  è il solo  in grado di supportare effettivamente la Cliente finale  a  360 °,  consentendo di  affrontare  in primo luogo gli inestetismi  vissuti  soggettivamente come “ prevalenti”,  senza sottovalutare l’intervento “long lasting”  sui processi  di invecchiamento già in essere ma meno immediatamente visibili.